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Tabernella
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La mwawtabernella (o mwbatavernellacite-ref-0-1-0[1] o mwcqpentolacciacite-ref-1-2-0[2]) è la tradizione diffusa nell'mwdgarcidiocesi di Lucca di posticipare il termine dei festeggiamenti di mwdwcarnevale alla prima domenica di mweaQuaresima invece che al mweqMartedì Grasso.
Contents
• Storia
• Origini
• Note
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Storia
Origini
Le prime testimonianze di tale tradizione, di origine medioevale, si possono trovare negli scritti di padre mwiaBartolomeo Beverini (mwiqAnnales Lucienses, mwigXVII secolo) e del Fiorentini (mwiwMemorie della contessa Matilde di Canossacite-ref-3[3])cite-ref-0-1-1[1].
Alla base di questa ricorrenza c'è la leggenda, riportata da vari autori, che sia stata istituita da mwlqpapa Alessandro II nel mwlg1061. La versione riportata nel 1888 in una rivista storica curata da mwlwGiuseppe Pitrè è la seguentecite-ref-1-2-1[2]cite-ref-4[4]:
«Un’ultima eco del
Carnevale
, tante volte più forte e acuta di quello canonico, si ha nella prima domenica di
Quaresima
, che fu battezzata col nome di
Pentolaccia
o di
Tabernella
.
Narra la leggenda che in questo giorno, otto secoli fa il vescovo Anselmo discendeva dal colle di Monte San Quirico, paesetto sulla destra del Serchio, a pochi passi da Lucca, dov’era stato a consacrarne la chiesa: e già si trovava sulla riva del fiume, quando ad un tratto vide venirsi incontro i legati romani, che gli recavano le insegne papali, e lo proclamavano Pontefice. Anselmo, a tale inaspettata novella, colmo di esultanza, si curvò ed empitesi ambe le mani di rena, la gettò al vento, promettendo altrettante indulgenze, quanti eran que’ granelli di sabbia, a tutti coloro che in tal giorno si fosser recati a visitar la chiesa di Monte San Quirico; e da questo fatto ebbe origine la festa che si celebra tutti gli anni lassù, col nome Tabernella. Ma per quanto strano e curioso, è un fatto, che le feste religiose, in cambio di eccitare alla pietà e alla devozione, come vorrebbero, dando occasione ai raduni, ai banchetti e agli spettacoli, finiscono col riuscire una cosa tutta affatto mondana. Ora ai Lucchesi, che si trovavan sempre storditi dal frastuono carnevalesco e che non s’erano ancor levati la voglia, non parve vero di coglier il pretesto da quella festa, per passare un altro giorno allegramente. E così coll’andar degli anni la prima Domenica di Quaresima doventò presso di noi, alla barba del calendario, l’ultima domenica di Carnevale: che da un’osteriuccia (in latino Taberna) sul ponte della Freddana (torrente che sbocca nel Serchio), dove anticamente tutti quelli che accorrevano alla festa di Monte San Quirico si adunavano e banchettavano, si chiamò Domenica della Tabernella.»
(Giovanni Giannini, Il Carnevale nel contado lucchese, in Giuseppe Pitrè (a cura di), Archivio per lo studio delle tradizioni popolari, Volume 7, Palermo, 1888.)
«[...] il
Vescovo Anselmo
recavasi a consacrare la
chiesa di S. Quirico in Monticello
(forse restaurata e ricostruita ad opera dei
Religiosi Benedettini
). Mentre pertanto, compiuta la sacra cerimonia, il Vescovo seguito dal suo clero e dai suoi famigliari scendeva dal monticello, s'imbatté, presso la riva del
Serchio
, in alcuni cavalieri che, incontratolo, s'inginocchiarono davanti a lui. Quei cavalieri erano gli ambasciatori di Roma, i quali festosamente venivano ad annunziargli la sua
gloriosa esaltazione al supremo governo della Chiesa
. Il Vescovo Anselmo (illustre nella storia dei Papi col nome di Alessandro II), udita la fausta notizia, ne rese grazie al Signore e, raccolte nelle sue mani le arene del fiume, le disperse al vento dichiarando di concedere, in commemorazione di questo avvenimento, ai fedeli che in questo giorno memorabile avrebbero visitato la chiesa di S. Quirico, tante
indulgenze
per la salute dell'anima loro, quanti erano i granelli minuti di quell'arena.»
(Cesare Salvi, La Tavernella, in L'Esare, Volume 60 anno II, 1888.)
«Questo è il fatto religioso che è all'origine della festa, la quale ha attirato per secoli sul colle di Monte S. Quirico un autentico
pellegrinaggio
di fedeli che venivano a lucrare l'
indulgenza
plenaria e, se soprattutto negli ultimi anni, essa ha assunto quasi la caratteristica di inopportuno prolungamento delle feste di
carnevale
, lo si deve al fatto che il radunarsi di una gran folla in giornata festiva comportava necessariamente che qualcuno provvedesse ad offrire cibarie, dolciumi e bibite alle persone che, dopo aver assolto alla pratica religiosa, si disperdevano sul colle per riposarsi.
A ciò provvide per lungo tempo una piccola taverna che si trovava in località "Marinella" sul versante del colle che dalla chiesa scende alla Freddana: quel punto di ristoro era chiamato appunto Tavernella. Da qui anche il nome popolare della ricorrenza e, nell'espressione "Andare alla Tavernella", la gente comprendeva l'aspetto sacro e quello profano della festa, tanto che è diventato molto diffuso il detto: "Nel dì della Tavernella si schicchera e si sfrittella".»
(Luca Ricci, La chiesa di Monte San Quirico, in Atti dell'Accademia lucchese delle Scienze, Lettere e Arti, Seconda serie, Tomo XXXI, Lucca, 2004.)
Altri studiosi suggeriscono che tale evento sarebbe avvenuto il mwug9 marzo mwuw1063, giorno della consacrazione della mwvachiesa di Monte San Quirico e data nella quale Anselmo, già eletto papa, ricevette finalmente la notizia che la sua nomina era stata legittimata anche dai suoi avversari e che poteva quindi rientrare a Romacite-ref-0-1-4[1].
L'mwwgindulgenza concessa a seguito dell'elezione di Alessandro II presso la chiesa di Monte San Quirico è attestata da fonti storichecite-ref-6[6].
Attualità
Dal 1994 la Fondazione Carnevale, ente organizzatore del mwzwCarnevale di Viareggio, ha deciso di adottare l'antica tradizione della Tabernella, prolungando il termine dei festeggiamenti carnevaleschi alla prima domenica di Quaresima invece che al mwaaMartedì Grasso, come era avvenuto fin dall'origine dell'evento viaregginocite-ref-7[7].
Nel 2025 il piazzale antistante alla mwbgChiesa di San Quirico in Monte San Quirico è stato intitolato ad mwbwAnselmo da Baggiocite-ref-8[8].
Cultura di massa
Nella mwdgprovincia di Lucca è diffuso il proverbio: "mwdwPer la Tabernella si schicchera e si sfrittella", cioè: "Per la Tabernella si mangiano dolci (mweachicchi in mweqdialetto lucchese) e mwegfrittelle"cite-ref-9[9].
Note
cite-note-0-11. ↑ mwjqmwjgmwjwLA TAVERNELLA o TABERNELLA (mwkamwkqPDF), su mwkgpvalfreddanasud.it.
cite-note-1-22. ↑ mwmamwmqmwmgLa tradizione della Tabernella, su mwmwCarNeVaLaRi.it, 26 febbraio 2017. mwnaURL consultato il 1º marzo 2023.
cite-note-33. ↑ mwoamwoqmwogMemorie della gran Contessa Matilda: restituita alla patria Lucchese, Stamperia di Vincenzo Giuntini, 1756.
cite-note-44. ↑ mwpgVersiliaToday Redazione, mwpwmwqaQuando finisce il Carnevale? Nella diocesi di Lucca si festeggiava fino alla Tabernella - Versiliatoday.it, su mwqqwww.versiliatoday.it, 8 marzo 2014. mwqgURL consultato l'11 marzo 2024.
cite-note-2-55. ↑ mwsamwsqmwsgStoria 1, su mwswwww.parrocchie.it. mwtaURL consultato l'11 marzo 2024.
cite-note-66. ↑ mwuaGiovanni Domenico MANSI (Archbishop of Lucca.), mwuqmwugDiario sacro delle chiese di Lucca ... accomodato all'uso dei tempi presenti ed accresciuto di molte notizie del nostro paese dall'Ab. D. Barsocchini, Giusti, 1836. mwuwURL consultato il 15 aprile 2025.
cite-note-77. ↑ mwvwVersiliaToday Redazione, mwwamwwqQuando finisce il Carnevale? Nella diocesi di Lucca si festeggiava fino alla Tabernella - Carnevale di Viareggio Versiliatoday.it, su mwwgVersiliatoday.it, 8 marzo 2014. mwwwURL consultato il 1º marzo 2023.
cite-note-88. ↑ mwxwmwyamwyqIl giusto riconoscimento al vescovo Anselmo di Lucca diventato Papa, su mwygLa Nazione, 13 marzo 2025. mwywURL consultato il 15 aprile 2025.
cite-note-99. ↑ mwzwNori Andreini Galli, mw0aViareggio, il Carnevale: un’altra vita, Firenze, Vallecchi, 1978.
Voci correlate
• mw1aCarnevale di Viareggio
• mw1gLucca
• mw2aQuaresima
• mw2gMartedì grasso
• mw3aMercoledì delle ceneri
• mw3gPapa Alessandro II
• mw4gCarnevalino
Collegamenti esterni